Non fiori ma biglietti aerei

Mala tempora currunt, e al solo pensiero mi si rannuvola tutto – maledette siano tutte quelle lezioni di storia che ora mi rovinano l’appetito. Oggi mi trovo immersa in un mare di ovvietà che non riesco a non condividere con voi, abbiate pazienza: ce n’è un po’ per tutti, dalle citazioni abusate ai triti pensierini da scuola elementare.

Tu sei lì che ti chiedi come sia possibile che, nella nostra era dell’informazione, centinaia di milioni di persone siano perfettamente disposte a farsi abbindolare da propaganda e disinformazione che nemmanco nell’era delle crociate. Ti accorgi che proteste e marce non sembrano avere alcun peso rispetto a decisioni politiche che hanno la lungimiranza e la perspicacia di una martellata autoinflitta sulle rotule. Ti sbatti a cercare di trovare una prospettiva positiva, o di spiegare i punti di vista altrui a chi sembra proprio non volerne sapere. A tratti ti illudi che ci sia qualche barlume di speranza.

Ma poi torna la frustrazione, giorno dopo giorno, notizia dopo notizia.

Allora, tranquilli. Non starò lì a fare la lezioncina, a parlare di condizioni politiche ed economiche e di come la storia ci insegni cosa ci aspetta. So benissimo che tutte le difese della cultura e della conoscenza, così come gli inviti alla lettura, siano in realtà decifrabili solo da parte di chi è ben al di qua della palizzata. Quindi non vi inviterò a leggere Todorov, Arendt, o il vostro manuale di Storia del liceo. Vi invito invece a viaggiare.

Prima che tornino a ergersi i muri

Personalmente, non mi sono ancora ripresa dalla Brexit. Quella mattina qualcosa dentro si è spezzato. Fino all’anno scorso festeggiavo annualmente l’anniversario dalla caduta del muro di Berlino, ricordando limpidamente come ci eravamo tutti sentiti, quel giorno. Quest’anno non ce l’ho fatta.

Mi sembra comunque che l’andazzo sia abbastanza evidente: sbrigatevi, prima che tirino su altri muri, che richiedano ancora più visti, che altri trattati internazionali favorevoli agli spostamenti vengano meno. E non dico di andare in crociera, o andare in spiaggia in altri paesi: ho usato la parola viaggiare non a caso, altrimenti avrei parlato di vacanze, pensione completa e resort, no?

Uscite dalla vostra zona di comfort: per alcuni sarà la Birmania, per altri la Puglia. Non è che vi dovete violentare, ma fate lo sforzo cosciente di andare a vedere di persona qualcosa che non conoscete, e che magari rappresenta i vostri antipodi. Per me che mi sento comodamente a casa in mezza Europa, la Campania per dire è sempre un grosso shock. O il nord dell’Inghilterra.

Andate a casa della gente, provate Couchsurfing o Airbnb, chiacchierate con i vostri ospiti. Cercate di capire perché le cose sono come sono. Fate domande. (E non ordinate la carbonara al ristorante.)

Trovate un punto di accesso nella cultura che vi ospita che sia su misura per voi. Io leggo libri che mi diano il contesto storico, mio fratello si spulcia le gallerie d’arte, il caro D parte con l’idea che mangerà tutto quello che gli si parerà davanti: sono decenni che è impegnato nella conquista culinaria dell’universo. Cercate di mettere da parte il giudizio e di capire perché le cose siano all’apparenza così illogiche e diverse.

Smettete di pensare che la gente attorno a voi non veda l’ora di sapere come si facciano le cose al vostro paese. Mettetevi nei panni altrui. Fate quello che fanno i locali. Accettate che la loro visione del mondo sia diversa dalla vostra, e che tutto ciò sia perfettamente legittimo. Magari non tutte le risposte vi piaceranno, ma almeno se a raccontarvelo è un individuo in carne ed ossa potete smettere di considerare milioni di persone come un indifferenziato altro, a prescindere dall’oceano che ci separa. Un modo di ragionare che non aiuta nessuno, nessuno.

E ora, siccome sto per aprire i giornali e so già che mi verrà un attacco di acidità micidiale, incasinandomi tutta la retorica, chiudo con una vecchia citazione che mi è sempre piaciuta.

“Travel is fatal to prejudice, bigotry, and narrow-mindedness, and many of our people need it sorely on these accounts. Broad, wholesome, charitable views of men and things cannot be acquired by vegetating in one little corner of the earth all one’s lifetime.”

  • Mark Twain1

  1. “Viaggiare è un’arma letale contro i pregiudizi, l’intolleranza e la ristrettezza mentale, e molti di noi ne avrebbero un bisogno urgente proprio per questi motivi. Una visione ampia, sana e caritatevole degli esseri umani non si può formare standosene a vegetare in un piccolo angolo di mondo per tutta la vita.”

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Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

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