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Gli stereotipi sull’Olanda, raccontati dalla Zia Elvira che è in me

Ero già venuta in Olanda, tredici anni prima di trasferirmici, con l’Interrail Pass – praticamente nell’era ternaria – ma siccome all’epoca non è che fossi confortata da chissà quale raffinata cultura antropologica, non ho saputo cogliere molte sfumature. Così, quando l’anno scorso è arrivato il momento di muovere alla volta dei Paesi Bassi, venivo armata unicamente dei classici preconcetti, ripetuti da ogni persona che ho incontrato prima di mettere piede a Schiphol, e che ora procederemo a decostruire.

1. “Ci sarà sicuramente un clima di merda” 

Questo è il tipico pensiero di chi ritiene che ogni altro paese al mondo si trovi in Lapponia, e che l’Italia sia un piccolo angolino di mondo tutto speciale e benedetto dalle divinità, su cui queste ultime continuano a prodigare ogni giorno cura e amore fottendosene bellamente del resto dell’orbe terracqueo.

Tanto per cominciare, ecco com’è il clima in Olanda, secondo il sito ufficiale Holland.com. Nella media, possiamo dire che è più mite del clima che c’è all’Aquila e più rigido di quello delle isole greche. Una cosa è certa: è perfetto per quelli di voi che trascorrono la vita a lamentarsi del tempo.

Accettiamolo: il clima ideale di ciascuno è quasi sempre il clima del posto in cui è nato. Io vengo da Sofia, che giace sulla stessa latitudine di Marsiglia o di Firenze, ma a 700 metri d’altezza e parecchio distante dal mare: banalissimo clima continentale, fa 30 gradi a giugno e -15 a gennaio, con tutte le stagioni al loro posto e perfettamente riconoscibili che cambiano gradualmente e ti fanno sentire come se vivessi in quattro città diverse. Per me, il clima in buona parte d’Italia – insopportabilmente umido, senza un inverno che si rispetti, con piogge torrenziali che trasformano le strade in fiumi e un sole che fa regolarmente andare a fuoco i boschi e scioglie l’asfalto – è chiaramente contro l’ordine naturale delle cose.

E questo nelle regioni con clima sublitoraneo, perché non dimentichiamo che ci sono anche posti, come quello da cui viene l’Uomo, dove fa regolarmente più freddo e piove di più che nell’Olanda del nord, pur trovandosi a più o meno due ore da Roma.

Il clima batavo è una celebrazione delle piccole sfumature impercettibili: c’è più o meno la stessa temperatura giorno e notte e soprattutto zero fenomeni eclatanti. A un certo punto a febbraio ho sentito un tuono e mi sono accorta che da agosto, quando mi ero trasferita qui, non era mai capitato.

Se proprio volete sapere la mia, in generale rimprovero al clima del posto una certa indecisione: indosso gli stessi abiti dal primo ottobre al primo maggio. Ogni tanto avrei desiderato una bella nevicata, invece niente di memorabile. E la cosa che veramente detesto – che ognuno c’ha la sua, no? – è il vento.

Haarlem

 

2. “Si mangia male” o, variazione sul tema, “Il caffè fa schifo”

Eh, mannaggia. Lo ribadiva qualche giorno fa Federico Francesco Ferrero (giuro, si chiama proprio così, e Beowulf fatti da parte che abbiamo il nuovo campione d’allitterazione) su La Stampa. Intanto ieri noi abbiamo cenato con le tapas spagnole, martedì il sushi, la settimana scorsa abbiamo ordinato unicamente variazioni sul tema dim sum in un ristorante di quattro piani con cucina cinese del Sichuan, interamente frequentato da cinesi. Se non bastasse, ci sono anche steak house uruguayane, ristoranti argentini e vietnamiti, fast food del Suriname, cucina macrobiotica con i fornitori elencati sul sito uno per uno, e ovunque piatti vegani, vegetariani, per celiaci; tutte le varianti di indonesiano che vi vengano in mente (Sumatra, Bali, Giava), una pizzeria bio buonissima a 300 metri da casa e tutta l’alta cucina italiana e francese che c’è. E questo a massimo venti minuti dalla nostra soglia. No ma, vi giuro, soffriamo tantissimo!

Chi dice che in Olanda si mangia male lo fa partendo dalla prospettiva etnocentrica di cui sopra: “la casalinga dei Paesi Bassi non sa fare la pasta al dente”. Sarà pure vero: al cibo non è dedicata la stessa attenzione che c’è in Italia, ma ciò non toglie che si tratta dell’equivalente gastronomico della rana nel pozzo. (D’altronde, non si può di certo accusare l’italiano di cosmopolitismo o tolleranza: per carità, lungi da me.)

Per il caffè la situazione è leggermente più complessa. Meno male almeno che viviamo nel 2016, ché ancora dieci anni fa la situazione in Europa era drammatica. Il caffè può essere buono nei posti espressamente dedicati (no, non da Starbucks), ma bisogna un po’ sperimentare ed è necessario essere molto specifici nell’ordinare: non semplicemente een kopie koffie che sennò ti arriva la broda tipo zuppa di miso (generalmente meno bruciato dell’espresso e se ce la fai a buttarlo giù, prego), va ordinato un espresso singolo ristretto.

Problema più serio invece il cappuccino, che arriva quasi sempre a temperatura di fusione atomica e in quantità incongrue. Se ne volete uno buono cercate i posti dedicati, non ordinatelo nelle catene. Il caro D continua ad avere fiducia nell’uomo e prova a ordinarlo tiepido. Io risolvo preparandomelo a casa perché invece il latte in Olanda è buonissimo.

Infine per l’aspetto spesa: benché lo standard di vita sia leggermente più alto, per far compere al mercato o al supermercato non devi vendere le cornee, come può accadere nel Regno Unito o negli Stati Uniti. Inoltre, la verdura buona, bio, cresciuta con amore, criteri etici e ninne nanne esiste ed è diffusa. Ci sono alcune cose che si trovano solo in negozi specializzati (come la pasta fresca o la mozzarella). Una cosa in particolare ancora non riesco a trovarla e a voi farà ridere, lo so: la cicoria (da fare ripassata). Mi manca terribilmente.

3. “Sono freddi”

La mia vicina nonché padrona di casa ci ha suonato alla porta nel giorno di Sinterklaas (il 5 dicembre) donandoci un dolcetto impacchettato con cura e chiedendoci se ci andava di vederci per un aperitivo seguito da cena, un giorno o l’altro. Abbiamo detto di sì ma nonostante vivessimo da mesi in Olanda la data è comunque riuscita a frastornarci: il 23 aprile, un sabato. Fino a quel momento, un simile preavviso l’avrei trovato accettabile solo da parte di chi doveva prenotare un volo intercontinentale. Voglio dire, abbiamo parenti che pianificano di sposarsi in un altro paese nel tardo autunno e ancora non sappiamo la data, e siamo a fine settembre.

Questo anticipo, le prime volte che ti ci scontri, è seriamente insultante: ma che mai avrà da fare da qui a gennaio 2017, ti domandi, che si frapponga tra lui/lei e l’immenso piacere che deve necessariamente provare quando si trova in tua compagnia?

Due cose, mi pare (anche se mi riservo di proseguire nell’indagine). In primo luogo, l’esigenza di onorare i propri impegni: il non essere puntuali o – peggio mi sento – il non presentarsi non è proprio previsto. Se a un olandese dici cose che la gente dice normalmente a Roma, come “Ah, domani quindi braciata a casa tua? Dai, magari passo”, penso che gli verrebbe un coccolone. La cosa è vissuta con grande senso del dovere e abnegazione, come le visite ai nonni. L’agenda è sacra, le cose lì dentro entrano a fatica ma una volta che ci sono è come se fossero tatuate.

Due situazioni che non possono verificarsi con un olandese:
Due situazioni che non possono verificarsi con un olandese: “Che combini? Mangiamo un boccone che ti racconto?” o “Ieri poi non sono passata più, scusami ma abbiamo fatto tardi da Caio”. Negli impegni sulle loro agende anche le cose più marginali, tipo “Serata sul divano a vedere X”, evento che una volta inserito lì dentro assume dignità massima e non può essere spostato nemmeno per nozze, funerali o incontri sentimentali o sessuali. Tra l’altro l’impegno è presentato nel massimo candore: “Scusami ma tra due settimane non posso, ho messo in agenda che devo grattarmi il culo per due ore, quindi come vedi dobbiamo spostare.”

Il verdetto finale, quindi, è: sì. Zero spontaneità.

4. “Si vestono di merda”

Ecco, su questo argomento non ho molto da dire: in questo momento indosso un pantalone africano preso da una bancarella a 3 euro forse due anni fa e una t-shirt magenta di cotone, spero. Non mi considero proprio un’autorità, come dire. In generale compro qualsiasi cosa io veda di colore rosso.

L’altro giorno ero in un caffè ad Haarlem per il brunch e accanto al tavolino sono passate due ragazze italiane che dicevano “vedi però qui nessuno si mette un colore, è tutta una tinta indecisa e melensa, è tutto beige”. Lo dicevano con molta acrimonia, devo dire, e questa animosità continuo a non capirla: ma che vi frega di come si vestono gli altri? Perché continuate a viverla in maniera così egocentrica, come un’offesa personale a voi stessi? La lontananza dall’Italia e da questi ragionamenti da nonnette amareggiate dalla vita già da ventenni devo dire non mi dispiace.

Per tornare al nostro argomento, penso che due cose influiscano sugli abiti in Olanda: la bicicletta, e il protestantesimo. L’una elimina immediatamente la possibilità di indossare tacchi o abiti poco pratici, l’altro fa sì che il principio ispiratore di molta estetica sia uno che in Italia è dimenticato da millenni: Ars est celare artem. Per rispondere alla riforma protestante in Italia è nato il Barocco, mentre dall’altro lato si vietavano le statue e i dipinti nelle chiese. Fatevi due conti.

Per concludere, quello shock che ti viene quando vai in Irlanda e vedi ragazze in sandali e abitini moda mare d’inverno, truccate come Miss Piggy con i toupée in testa e le ciglia finte, qui generalmente non avviene. Le persone si coprono mediamente in maniera adeguata quando fa freddo, e in generale vige il negligé.

La mia preferita: 5. “Tutti drogati, eh?”

Qui, il discorso è lunghissimo. Mi sono fatta lo sfogo su Snapchat qualche giorno fa – a partire da quelli che mandano commenti gongolanti pensando che uno qui gira con la space cake in tasca quando va normalmente in metro – e non mi voglio dilungare. Vi dico solo: andatevi a guardare le statistiche sui più fumati d’Europa e fatevi due domande. Non sto a rifare tutto uno sproloquio ché questo non è il luogo, ma la questione che non entra nelle vostre zucche è semplice: tollerare o legalizzare una cosa non significa incoraggiarla. Non è che il parlamento in Olanda pensi che sia bello drogarsi o andare a prostitute, ma ritiene che non valga la pena sbattere in galera qualcuno che compie un crimine contro la morale, e quindi un crimine senza vittime. Questo significa fare politica a partire da ragionamenti pragmatici – di studio del fenomeno senza farsi distrarre da questioni di principio, nell’ottica di ridurre i danni. Smettetela di fare la figura dei bacchettoni e ragionateci.

BONUS
“Sono spilorci”

Inglesi e olandesi si sono contesi il dominio dei mari per tanti secoli e quindi a lungo si sono cordialmente detestati. In inglese ci sono moltissime espressioni dispregiative nei confronti degli olandesi, ad esempio Dutch courage (il coraggio che ti dà l’alcool) o Dutch generosity (la tirchieria). Cose che lasciano il tempo che trovano, a mio avviso.

Infine, “Come fai a lasciare la bellezza dell’Italia e andare a vivere altrove?”

Eh guardate qui è proprio brutta, infatti è un casino.

Zaanse Schans

Zaanse Schans.

Keukenhof

Il Keukenhof: il regno del Dio Bulbo.

Leiden

Una semplice casa di Leiden

Maastricht

Maastricht in autunno

15 comments on “Gli stereotipi sull’Olanda, raccontati dalla Zia Elvira che è in me

  1. giulietti

    Sono un pò di giorni che mi sono incuriosita e ho letto varie testimonianze di italiani in Olanda. Sei stata la prima che mi ha fatto davvero ridere. Hai ragione su tutti i punti e finalmente trovo qualcuno che ha saputo scrivere di queste cose con leggerezza, anche perchè se si dovesse mai fare una lista dei difetti degli italiani, dei francesi o degli spagnoli sarebbe altrettanto lunga. Trovo che molti italiani vivano questi ‘difetti’ con una forte malinconia dell’italianità e di acidità nei confronti degli olandesi. Nella mia esperienza personale porto un bagaglio di quattro paesi. Per amore delle amicizie che ho creato a Delft e del mio ragazzo rimango qui e devo dire che ho trovato un rispetto incredibile, e anche una grande capacità di accettazione da parte dei miei amici. C’è da dire che mi sono trasferita qui a 24 anni, ora ne ho quasi 28 e quindi la rete di amicizie italiane si è fermata presto (da quando ne ho 21) e ho pian pianino e con fatica creato la mia piccola famiglia olandese di amici cari. Mi hanno sempre aiutata, anche quando mi trovato davvero al fondo, con tolleranza e nella loro ‘formalità’ con tanto affetto. E’ vero, la spontaneità è poca, ma tra i giovani olandesi c’è forse più ‘follia’, concerti, workshops…tante cose. Da italiana ansiosa e lamentosa mi sono ritrovata tra persone che capiscono le difficoltà ma non ne fanno un peso giornaliero. Il loro essere diretti mi ha aiutata a superare momenti difficili e a credere in me. Amo i miei pochi amici italiani rimasti tanto quanto amo i miei amici olandesi. C’è qualcosa di calmante nella loro cultura che mi ha portato una grande serenità. Grazie per aver scritto cose belle con tanta ironia!
    Un saluto da Delft!

  2. Certo, tutte rose e fiori.
    Io vivo in Olanda da 2 anni e finalmente, a fine mese tornerò nel mio bellissimo paese. Il clima fa PENA. L’estate 2018 è stata molto calda ma si è trattato di un evento eccezionale. Infatti quella del 2017 è stata una primavera durata 6 mesi.
    Meglio non parlare dell’inverno, quando tutti gli alberi perdono le foglie, non ci sono fiori e resta solo il grigio del cielo per il 90% delle giornate.

    Vogliamo parlare degli olandesi? Non basterebbe un libro. Gente falsa, razzista, egoista, tirchia e vorrei aggiungere tanti altri aggettivi, ma non voglio tirarla per le lunghe.

    Credetemi, se non conoscete l’olandese, non venite in questo paese!!! Non vi integrerete mai.

    Per questo popolo, l’olanda È il miglior paese del mondo. Ma hanno dimenticato che fino ad una manciata di decenni erano tutti contadini e da qui proviene tanta ignoranza.

    • Ciao! Se ti senti così fuori posto – anche con una certa urgenza, mi pare – naturalmente fai bene a tornare in Italia.
      Trovo che le persone che espatriano per la prima volta rientrino in poche categorie, ai cui estremi ci sono quelli che si predispongono ad amare tutto a prescindere, e quelli decisi a odiare ogni cosa. Tutte e due queste opzioni campano su un pregiudizio di fondo che allontana dalla realtà dei fatti, che di solito è molto più sfumata ma che si nasconde tra le pieghe delle emozioni. Mi sono sentita come te a lungo quando sono andata a vivere in Italia, ad esempio. Quando sono venuta nei Paesi Bassi, invece, ero ormai molto più equanime, e oggigiorno penso che se uno vuole può condurre una vita decente più o meno ovunque.
      In merito al contenuto del tuo commento, se avessi letto attentamente avresti visto che non è tutto rose e fiori, infatti accuso loro di freddezza e mancanza di spontaneità. Trovo invece che agli olandesi tutto puoi dire salvo che siano ipocriti o falsi, anzi: trovo siano fin troppo diretti, a volte. Sul razzismo tralascio ogni commento, visto che ormai vorrei vedere il paese i cui abitanti non siano razzisti. In bocca al lupo in Italia, senza ironia!

  3. Ciao, scusami se mi permetto di dare un parere su due cose. Quella che vedo in foto descritta come una “semplice casa di Leiden” è in realtà una casa monumentale, ossia tutelata dal Comune in quanto storica, e fa davvero eccezione: le case del centro di Leiden sono generalmente belline ma non sono tutte come quella 😉Per il resto, da residente in Olanda da più di 6 anni, nata e cresciuta a Roma, posso confermare lo stereotipo che sì, il clima è una merda, o per lo meno così lo percepisco io da romana, in un giorno qualsiasi di luglio in cui da due settimane fanno 15 gradi con cielo costantemente nuvoloso e anche qualche rovescio. Ad un italiano medio del centro Italia l’estate soleggiata e sopra i 20 gradi manca ed è un fattore culturale quello che ci porta a lamentarci del tempo. E’ una visione soggettiva, lamentosa e lo riconosco, ma di un qualcosa di oggettivo che davvero c’è. 😁

    • Io stasera ho fatto la doccia con la stufetta accesa in bagno -.-
      Detto questo, ho vissuto anche io vent’anni a Roma e capisco cosa intendi. (Ho vissuto qualche anno anche in Molise, centro sud, dove il clima era identico all’Olanda su per giù. Nel bel paese la situazione è ben lungi dall’essere uniforme.) Ma ci sono persone che ad esempio odiano il caldo e se ne lamentano costantemente. Il mio pensiero, da ultimo, era più o meno che abitiamo tutti felicemente nel clima di merda di qualcun altro.

  4. Francesca

    Conosco molto bene l’Olanda, e gli olandesi anche troppo. Mi sono trasferita per motivi accademici dopo avere vissuto e studiato in diversi paesi, anche extra europei.
    Non voglio dilungarmi, ne’ essere troppo negativa.
    La mia e’ una posizione “privilegiata” in quanto non dovendo lavorare, posso concentrarmi sulla mia attivita’ e vita quotidiana “olandese” accademica e non.
    Per quanto mi riguarda la misura di un paese viene anche calcolata dalla qualita’ della sanita’, servizi medici, e qualita’ del cibo.
    Gli ospedali, la formazione dei medici di base, come quello che si compra nei supermercati e’ di qualita’ talmente scadente che l’Italia pur con la propria profondissima crisi puo’ essere considerato un paradiso. Lo scrivo con cognizione di causa essendo del settore medico-scientifico.
    Come si studia medicina in Olanda? Meglio non saperlo, e se lo si sa, ci si pone qualche domanda.
    Quando vieni a sapere degli inciuci delle case farmaceutiche e di quello che abbiamo in tavola?
    non si commenta.
    Non me la sento di commentare gli olandesi, in quanto e’ solamente un opinione individuale, condivisa da quasi tutti i miei amici non italiani…
    L’Olanda e’ per chi e’ha qualcosa da offrire in termini di skills, non ha i peli sullo stomaco e riesce ad essere stronzo e non gli interessa cosa mangia, e se una diagnosi sbagliata puo’ recidere un rene al posto dell’appendicite.
    Tutte cose successe veramente.
    Per chi cerca fortuna, allora sara’ solo un’esperienza simpatica o meno, in qualche bar a lavorare come cameriera o lava piatti nella speranza di un domani meno grigio.
    Non conosco nemmeno un olandese che sia veramente sincero, questo lo devo dire.
    Sono persone fortemente opportuniste, e false, si molto e molto false nelle scale sociali alte.
    Quando hanno a che fare con gente poca formata accademicamente allora potrebbero anche risultare piacevoli.
    Le donne in ambito manager o piu’ in su sono delle vipere.
    Gli uomini sono meglio in questo senso
    Questo non vuol dire che noi, italiani siamo meglio.
    ognuno faccia quello che vuole, poi in Olanda..il multi culti con gay che adottano bambini dall’africa e casa a porte chiuse lo sanno solo loro quello che fanno…..insomma questo e’ il paese giusto per lo sbando in tutti i sensi.
    si pensa di essere accettati in questa grande liberta’ culturale.
    ma la verita’ e’ che le scuole per quelli meno capaci sono piene di neri o figli di marocchini..in quanto la maestra media olandese non portera’ mai avanti i figli di qualche lavoratore precario con poche palle o poche abilita’ linguistiche.
    Guai a litigarci.
    Vince chi ha il fegato duro e la posizione giusta per portarsi al loro livello con un opportunismo aiutato dagli avvocati giusti in ambito medico come negli altri…
    io ho investito in quello che dovevo investire in Olanda e basta, comprando diversi immobili, e affittandoli quando era il tempo giusto, poi ho lasciato il paese non perche’ lo odi, ma perche’ non ho la forza, di diventare opportunista e lottare ogni giorno con gente senza radici cristiane ( e io non sono una cattolica esemplare, anzi tutt altro e questo la dice lunga)
    e, soprattutto….
    in pronto soccorso ne ho viste cosi tante, che potrei scrivere un libro sull’incompetenza di grandi centri ospedalieri.
    Traete le vs conclusioni.
    mi sono dilungata!
    buona fortuna e grazie 🙂

    • Dunque, non so da dove iniziare. “Non me la sento di commentare gli olandesi” ma poi “Non conosco nemmeno un olandese che sia veramente sincero, questo lo devo dire. Sono persone fortemente opportuniste, e false, si molto e molto false nelle scale sociali alte.” Purtroppo – pur non essendo “poco formata accademicamente” non bazzico le scale sociali alte, anche perché ho il mio bel da fare a guadagnarmi da vivere. In Italia invece ho fatto la cameriera e la barista per mantenermi agli studi e posso assicurarle che la situazione ristorazione è davvero lontano dall’ideale.
      Il suo è un intervento il cui scopo ultimo continua a sfuggirmi, comunque l’ho approvato perché è giusto che le persone conoscano tutte le opinioni, anche quelle in cui ci si compiace a oltranza dei propri pregiudizi.

  5. Francesca

    Vladina, la ringrazio per avere pubblicato il mio commento che e’ stato scritto con la piu’ assoluta sincerita’. L’ho ammesso e lo ammetto che la mia e’ una posizione di osservazione “privilegiata” verso il mondo olandese, che mi ha permesso e tutt ora mi permette di vederne le dinamiche. Ci torno qualche volta all’anno ma poi torno in posti diversi. Ma la esperienza e’ singola e questo non toglie che ci possano essere persone che si trovano bene. Solo che le ammetto, io non ne conosco tante, anzi quasi nessuna. le categorie, e lo dico in tutta onesta’, sono due: di quelli che sono stati trasferiti per motivi lavorativi e vengono gratificati molto bene economicamente e del resto poco li interessa, in quanto sanno che un giorno torneranno, e gli altri si sono trasferiti in cerca di qualcosa di meglio. Entrambe le categorie pero’..e qui entra la mia esperienza personale, ma non voglio addentrarmi nello specifico…quando vedono come funziona la sanita’ olandese, il medico di base, e si informano sulle case farmaceutiche e quello che ci gira intorno, iniziano a porsi qualche domanda e valutano i pro i contro. E’ vero che viviamo in un mondo schifosamente inquinato, e che si puo’ morire da qualsiasi parte…anche in paradiso. Ma l’Olanda offre dei servizi medici che a confronto il sud italiano risulta il posto ideale. Le mie parole risultano forti, lo so..ma sono il primo parametro di giudizio per valutare se restare in un posto o meno. Momenti come la malattia, l’incidente in macchina, l’infarto dietro l’angolo..quei primi secondo sono decisivi per un paziente, in Olanda..delle volte purtroppo anche le partorienti si trovano in situazioni estreme. Forse la gente ne parla poco, ma ci sono casi giudiziari dalle pagine veramente raccapriccianti. E ripeto, non salvo l’Italia, anzi non salvo nessun Paese in quanto non esiste il Paradiso in terra. Si valutano i pro e contro e uno poi fa quello che vuole o puo’ della propria vita. Io ho visto tante situazioni di emergenza e sono stata in contatto con medici di base che si sono formati nella ricerca per qualche mese a Leiden e Amsteram, e tutti mi creda..conveniamo ..sulla sommarieta’ dell’approccio olandese. Chi resta e’ perche’ sa si potere fare la differenza, e grazie al Cielo che esistono le universita’ italiane. Io sono diventata oppurtunista, anzi..ho preso, assorbito quell’essere diretti olandese ..e mi sono detta: investo in quello che si puo’ in Olanda, e poi chi si e’ visto si e’ visto. Sarei potuta restare senza problemi e vivere una vita molto tranquilla sotto quasi ogni punto di vista, ma ho dato importanza alla vera ricerca accademica, non ..sommaria. E mi duole, confermare che gli olandesi quando si tratta di ricevere posizioni lavorative alte, si rivelano delle vipere in seno. Se non hanno nulla da perdere, allora sono come il retso delle persone. Questo non toglie che gli italiani possano essere delle vipere, ma … abbiamo dei limiti che in Olanda non esistono. Questo affonda nelle radici culturali cristiane e di limite personale. Argomento troppo lungo. In Olanda il multi culturalismo piace in apparenza, in realta’ la maggioranza della gente pensa tutt altro, forse molto ma molto peggio del nostro Salvini. Anche l’Olanda in questo sa essere piena di contraddizioni. Poi potremmo parlare della discriminazione non troppo silente a scuola, come accennato nel mio primo commento, discriminazione silente verso studenti di colore o half half che hanno genitori che si fanno il mazzo per sbarcare il lunario e resteranno nella social list per una casa per piu’ di dieci anni. Studenti con potenziale, ma che la maestra media con atteggiamento “sommario” non avra’ la voglia di spronare verso l’alto, ma in silenzio democratico (sottolineo democratico) portera’…verso il lavoro manuale. Ho scritto troppo, mi scusi se le mie righe risulteranno prolisse e magari forti, pungenti a tratti, ma descrivo la vera realta’ di un punto di vista strettamente personale. Le auguro tante belle cose, mi piace il modo in cui scrive e anzi mi fa piacere che lei con famiglia si trovi bene dove si trova. Cordialita’!

    • Cara Francesca, adesso capisco meglio cosa intendesse dire. Ho vissuto in Sud Italia e mi permetto modestamente di dissentire in merito alla sanità – penso che in entrambi i paesi ci siano luci e ombre, ma soprattutto che la sola esperienza personale sia insufficiente a rappresentare una realtà complessa e completa. Per me il problema della sanità olandese ad esempio è politico: non è giusto, per la mia storia e impostazione personale, aspettarsi un utile dalla salute, mi sembra immorale e porta a storture mentali come la necessità di maggiore insistenza per ricevere davvero attenzione (cosa di cui mi sono resa conto proprio partorendo).
      Sempre perché di paesi anche io ne ho visti tanti, riesco ad avere una visione forse molto equanime di tutti quelli in cui ho vissuto e penso che ognuno di loro abbia cose splendide e cose misere da offrire. Un saluto anche a lei.

      • Francesca

        Salve Vladina, uno dei motivi per cui ho deciso di lasciare l’Olanda e’ proprio questo dovere essere insistenti su quasi ogni cosa per raggiungere un livello accettabile. Non accetto, anzi non digerivo bene il dovere spiegare e rispiegare tante volte concetti basilari per indirizzare pazienti verso esami di routine che possono fare la differenza nella qualita’ della vita. Proprio l’altro giorno parlavo con una specialista radiologo, persona con quaranta anni di esperienza nel campo e che sa delle schifezze che fanno in Olanda, e mi confermava diversi punti sui cui qualsiasi persona conviene. Si tratta proprio di una forma mentis, di approccio alla persona che in Italia o in Paesi del Sud Europeo in altri extra Europei e’ molto piu’ complesso e strutturato. Noi analizziamo, pensiamo, guardiamo la totalita’ e non siamo per nulla sommari. Potrei raccontare fatti di cui sono stata testimone, dove gente appena arrivata con quaranta uno di febbre non hanno visto una sedia a rotelle e…sono stati trasportati in braccio dal tassista con il quale erano arrivati… Casi dove chi si era lacerato un occhio con puntone, gli e’ stato chiesto di compilare la cartella con il proprio nome dalla infermiera di turno, immagini il sangue che cola a fiotti e ti chiedono di sederti sulla sedia come nulla fosse …- Potrei raccontare di errori a causa proprio di questo atteggiamento sommario, e fondamentalmente stupido e molto pericoloso. Questo e’ il mio parametro di giudizio, non il tempo brutto o le persone chiuse. Io mi sono sempre fatta i fatti miei, e per scelta come per ambiente non andavo mai ad esprimere la mia posizione rispetto allo schifo che vedevo. Ho trascorso quasi sette in Olanda ed ad un certo punto potendo scegliere di vivere praticamente ovunque ho scelto l’eccellenza per me stessa. Degli olandesi ho deciso consciamente di imitare l’essere diretti, e molto, molto opportunisti per raggiungere i propri obbiettivi. Ho fatto quello hanno che fanno loro, e mi e’ riuscito anche discretamente bene. ho deciso sempre consciamente di non farmi imbruttire l’animo per dovere spiegare cose che loro non sanno. La posizione privilegiata che intendo e’ la possibilita’ non solo economica, ma anche di scelta. Ognuno di noi la dovrebbe avere. Invece credo che tante persone arrivino in Olanda pensando di trovare chissa’ che cosa: bene. se hanno cosa offrire a livello di preparazione e le palle quadrate allora, ben venga. ma se sono poco preparati a questo o danno importanza alla pioggia, allora che lascino stare. Ma questo vale per ogni paese.Poi, parlando di educazione a scuola, io non ho figli, ma semmai dovessi averli un giorno, non sceglierei mai l’ambiente l’olandese. Significherebbe dovere lottare e vigilare ad ogni passo che le cose siano fatte bene e con senso, non sommariamente. Quindi si stratta infine di scelte, e di situazioni. Io la mia scelta l’ho fatta e concludo che il paese perfetto non esiste, ma per me quello che conta e’ approcciarsi all’essere umano nella sua complessita’, questo il sistema educativo olandese non lo offre per nulla, per questo la maggioranza degli olandesi sono degli ottusangoli in tutti i sensi. poi, 2 cent, di vedere figli adottati africani da coppie gay mi fa personalmente ribrezzo. Non credo sia normale e non facci parte di quelle persone fintamente buoniste. Come scrivevo, io non sono chissa quale cattolica, ma credo fche la religione cristiana educhi l’animo verso un atteggiamento di vita e morale molto diversa. in Olanda manca tutto questo, e si da’ spazio alla perversione intellettuale, in quanto manca un perno saldo a cui fare riferimento. Questa mancanza di principi, fa la differenza in tutti gli ambienti e da spazio al pressapochismo olandese del finto multi culti, dove gli olandesi…non sanno nemmeno chi sono.

  6. Cinzia Tesauro

    Ciao Vladina, più leggo le cose che scrivi sulla tua vita e la tua esperienza in Olanda più mi viene da sorridere a pensare quanto siano simili alla mie ma in Danimarca. Gli italiani che conosco qui in Danimarca si lamentano delle stesse identiche cose: il clima fa schifo, i danesi non sanno mangiare, sono freddi, la Sanità (gratuita, ma i medici di base sono scarsi) è un pianto. Mi ci sono ritrovata anche io a volte a lamentarmene. Del clima mai, almeno quello. Amo il grigio e l’Inverno, la luce fortissima estiva e l’umidità mi mettono tantissima ansia quindi sto bene qui dove l’Estate a 35 gradi non esiste.
    La chiave per una vita serena è l’adattamento. Io penso sempre di dover far di più, di approcciarmi io ai danesi per farmi accettare (mai avuto un problema ad ogni modo) di impegnarmi con questa lingua che trovo assurda e orribile nonostante tutti parlino Inglese. Sono io l’ “ospite” pur lavorando e pagando le tasse e contribuendo all’economia. Penso che quando si entri in questa prospettiva tutto diventi più accettabile o almeno questa è la mia visione. A volte provo ad immaginare come sia la vita di uno straniero in Italia e immagino un danese a Roma che si lamenti dei mezzi pubblici che non funzionano, della burocrazia lenta, degli stipendi bassi se rapportarti al costo della vita e che a volte sospira al supermercato perché non trova 300 tipi di pane di segale e coi semini. Tutto é relativo!
    Sulla cicoria hai tutta la mia solidarietà. A me mancano molto quella, la bieta e lo stracchino ma non li baratterei per la vita tranquilla, privilegiata e ricca di esperienze che la bella Århus mi sta regalando. ❤

    • Ciao Cinzia, ebbene ho fatto un giro nei forum di bulgari in Olanda: c’è più o meno la stessa roba che si trova in quelli degli italiani. Da quando ho scritto questo post devo dire che sono diventata un po’ più equanime: in fondo è bello che le persone sappiano cosa amano e possano fare scelte consapevoli – ognuno ha le sue priorità.

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