Leggere Dickens da vecchia ciabatta

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L’estate scorsa ho seguito un corso di filosofia della Wesleyan con Coursera per vedere come funzionano i MOOC e in un incredibile rivolgimento del destino mi è tornata la voglia di studiare. Che volete farci, ora che vivo nel ridente Molise la vita scorre più lenta e bisogna trovarsi dei passatempi. Ho perfino cominciato a stirare, per dire. E dunque, in un momento di evidente sbadataggine, mi sono reiscritta alla Sapienza, dopo tutti questi anni.

Eccomi dunque alle prese con il mio primo esame dal 2008. E mi ritrovo a leggere (e soprattutto a rileggere) Dickens con gli occhioni a cuoricino di cerbiatto. I docenti hanno questo concetto archeologico che devi afferrare pala e piccone e ricercare i semi del genio negli scritti precoci della giovane promessa, ai tempi in cui non era ancora nessuno – a partire dai quaderni di esercizi di aritmetica delle medie, se possibile.

nook

(Ora ci stava una Insta delle copertine dei libri ma non l’avrete perché li ho presi tutti in ePub. Immaginatene il peso immane dietro a questo screensaver.)

Ecco dunque che parto dallo strato del paleocene e dai raccontini Sketches by Boz, per poi proseguire con Pickwick Papers, Oliver Twist, Little Dorrit e Great Expectations. A occhio e croce, un milione e duecentomila parole. Perché Dickens, per Apollo, ha scritto tantissimo. Non dico tipo Isaac Asimov o Alexandre Dumas che hanno sfornato centinaia di romanzi: Dickens era un vittoriano di abitudini morigerate e si è limitato a scodellarne appena una ventina, dei quali però un numero al di sopra di ogni pudore supera le 1000 pagine. 

Per capirci, nella scala della logorrea, Dickens batte Salinger 1000 a 1.

NdT: Dickens era un uomo prolifico anche sotto altri punti di vista. Benché disprezzasse la moglie, la cui incipiente obesità era diventata macabro dettaglio su cui scherzare con gli amici nelle lettere (“lo scheletro nel mio armadio domestico diventa sempre più grande”),1 è riuscito a produrre con questa montagna di donna ben 10 – dieci – esseri umani.

Dopo la battuta sulla moglie cicciona, sento i vostri pensieri. Eh sì, ce l’hanno propinato da bambini; e una buona fetta dei suoi libri parla di bambini, di bambini infelici o poveri, di grandi diseredati, di prostitute dal cuore d’oro e di prigionieri innocenti. È facile dunque licenziare mentalmente i suoi romanzi come roba per pargoli e la sua persona come angelico messaggero portatore di gentilezza e carità cristiana. Di mite dolcezza e buoni sentimenti. Di putti che con un tocco riportano in vita le fatine in esplosioni di stelle filanti, roba così. È mai possibile che sia stato… uno stronzo?!

Ebbene, questa vecchia ciabatta è qui a dirvi che Dickens è cattivissimo. La frustrazione! L’ingiustizia! La rabbia che fluirà copiosa! Così come la visione di Dogville mi ha trasformata in una assassina sanguinaria in grado di gioire per la morte di un bambino di 8 anni, la lente d’ingrandimento di Dickens certe volte ha tirato fuori il peggio di me. Leggi lui e poi detesti tutti.

E nei suoi romanzi accadono cose francamente terribili – ma proprio roba eclatante, almeno da PEGI 18: incendi, bambini morti, innocenti imprigionati per anni, ufficiali comunali che fanno la cresta sui soldi per i pasti degli orfani, suicidi, schemi Ponzi prima che Ponzi stesso nascesse, oppio, anoressia, donne picchiate a morte. E tutto questo – crudeltà delle crudeltà – senza smettere per un secondo di farci… ridere.

Dickens

A 25 anni, io non avevo ancora imparato a lavarmi i denti. Dickens, invece, nonostante fosse un giovinetto molle e boccoloso, aveva già scritto Oliver Twist.

Con un blando cenno del capo il signor Bumble ricambiò la [riverenza] della signora Mann e chiese come stessero i ragazzi.
«Benedette creaturine!», disse la signora Mann con trasporto, «stanno bene quanto si può, cari piccini! Eccetto quei due morti la settimana passata.» 2

E voi che vi preoccupavate dei videogame!

Oliver Twist

Variazioni sul tema Oliver Twist

Leggere Dickens è come leggere Marx, George Carlin, la sceneggiatura settimanale di Beautiful e la rassegna stampa d’epoca su Jack lo squartatore, riuniti.3 Con la sua caratteristica fecondità, ci ha sommersi di migliaia di personaggi, ma con il suo gusto per l’orrido e per le morti strane à la Grand Guignol ne ha fatti fuori anche un bel po’. Poco poco una delle sue creature gli stava sui maroni e kapow! ecco che faceva una fine truculenta. Krook di Bleak House muore – audite audite – di autocombustione; il signor Merdle4 si rintana in un bagno turco e si taglia la gola con un tagliapenna nella Piccola Dorrit, dopo aver fatto fallire mezza Inghilterra con le sue frodi speculative; Bentley Drummle, l’orribile rivale di Pip, che tra le altre cose belle della sua vita c’è che brutalizza i cavalli, si becca un bel calcio in faccia in Grandi Speranze. 

Memorabili anche i suoi cattivi, come Bill Sikes, l’archetipo dell’inglese del 21° secolo e di tutti quei personaggi interpretati oggi da Jason Statham e Vinnie Jones, che massacra a bastonate la povera Nancy implorante e in ginocchio. (Per non parlare di Uriah Heep, Fagin, Tulkinghorn…)

Tutto ciò è accompagnato dai personaggi positivi più noiosi della letteratura di tutti i tempi. Splendidi nerd così gentili e per bene che tutti camminano loro in testa. Figlie che fanno da guardiane delle virtù patriarcali e non si ribellano mai. Donne che si privano del cibo per la loro famiglia senza pensarci su due volte. Nemmeno in Richardson ci sono tali esempi femminili di abnegazione. 5

Doniamoci dei fiori e vogliamoci bene da brave pupe. E parliamone per 300 pagine.

Doniamoci dei fiori e vogliamoci bene da brave pupe. E parliamone per 300 pagine.

Per fare un paragone contemporaneo, Julien Sorel ne Il rosso e il nero spara alla sua ex amante durante la messa poiché quella sprovveduta aveva osato buttare all’aria le di lui nozze (con la figlia di un ricchissimo marchese che lui aveva messo incinta – ma questi sono dettagli); Becky Sharp in La fiera delle vanità flirta con i suoi ammiratori per farsi regalare gioielli da vendere clandestinamente mentre suo marito Rawdon bara a poker; Heathcliff in Cime tempestose impicca il cane della futura moglie e le spiega pazientemente che se dipendesse da lui farebbe lo stesso con ciascuno dei suoi familiari – così, per creare la giusta atmosfera prematrimoniale.

Tra i protagonisti dickensiani, invece, in Casa desolata, Esther rifiuta di sposare l’uomo che ama da tempo e i cui fiorellini conserva per anni in patetiche scatoline profumate perché nel frattempo si è fidanzata con un altro, ed Amy Dorrit perdona in 5 secondi la donna che le ha nascosto per due decenni di avere diritto a un’eredità con cui avrebbe potuto tirare fuori suo padre di prigione. Questa melensa passività e gentilezza al limite dell’impossibile sono costantemente premiate con lieti fini bellissimi (soprattutto nelle prime opere) e grandi incoraggiamenti.

Per strizzare l’occhio a tutte le care donzelle represse dalla rigida morale vittoriana, Dickens dà i natali a pacchi di principi azzurri e ad ammalianti darkettoni trasgressivi, poi portati al cinema da cineasti altrettanto ispirati.

Tom Hardy - Oliver Twist

Il meraviglioso Tom Hardy è Bill Sikes in Oliver Twist nel 2005. Non viene immediatamente voglia di partorirgli dei bambini?

Pip è uno dei grandi preferiti, quando si tratta di caramelle per gli occhi delle fanciulle. Qui nel film con la Bonham-Carter e Ralph Fiennes del 2012.

Pip è uno dei grandi preferiti, quando si tratta di caramelle per gli occhi delle fanciulle. Qui in Grandi Speranze del 2012, con la Bonham-Carter e Ralph Fiennes.

Ethan Hawke: un altro Pip, del '98.

Ethan Hawke: un altro Pip, del ’98.

Matthew Macfadyen, il dolce e innocente Arthur Clennam nella Piccola Dorrit, è un caro vecchio amico. (Conservo nel cuore ciascun signor Darcy, dedicandogli riserve sempiterne d'affetto incondizionato.)

Matthew Macfadyen, il dolce e innocente Arthur Clennam nella Piccola Dorrit, è un caro vecchio amico. (Conservo nel cuore ciascun signor Darcy, dedicandogli riserve sempiterne d’affetto incondizionato.)

E tuttavia, il più grande, zuccheroso, sanvalentiniano sentimentalismo riesce a convivere e a essere controbilanciato da un pungente sarcasmo.

Il dottore sembrava particolarmente scosso dal fatto che il tentato furto avesse avuto luogo all’improvviso e per di più nel cuore della notte, come se i valenti gentiluomini nel settore delle rapine avvessero la consolidata abitudine di sbrigare gli affari alla luce del sole, fissando un appuntamento uno o due giorni prima, per posta celere.6

O anche.

La signora era giovane e fresca non per merito della natura ma per l’abilità della sua cameriera.7

Marx leggeva Dickens avidamente.8 I suoi protagonisti trovano alla fine consolazione dalla gelida e informe massa di vita contemporanea in una calda e piacevole famigliola raccolta attorno al fuoco, in una casa che li difende dai pericoli della città, dove l’ordine naturale delle cose è sovvertito, sicché – al posto della neve – dal cielo precipitano fiocchi di fuliggine, e li mette al riparo dall’apocalisse burocratica e politica.

In molte cose, era un profondo radicale. Ad esempio, nei suoi libri non c’è mai un’oncia di volgare nazionalismo.

Noi sudditi britannici, a quell’epoca, avevamo stabilito che era reato d’alto tradimento dubitare del fatto che fossimo o avessimo il meglio di ogni cosa: altrimenti, impaurito com’ero dall’immensità di Londra, credo che avrei potuto nutrire qualche leggero dubbio e avrei pensato di trovarla piuttosto brutta, tortuosa, angusta e sporca.9

Ed ecco invece l’alienazione del capitalismo all’opera: un povero sciocco che crede di poter impietosire il suo avvocato con le lacrime:

«Come osi? Non sei in condizione di venire qui, se non puoi venire senza schizzare dappertutto come una penna rotta. Che significa, questo?»
«Un uomo non può sempre controllare i propri sentimenti, Mr. Wemmick», supplicò Mike.
«I propri che?», domandò Wemmick, completamente fuori di sé. «Dillo di nuovo!».
«Ora, ascolti, buon uomo», disse Mr. Jaggers avanzando di un passo, e indicando la porta. «Fuori da questo ufficio. Non voglio sentimenti qui. Fuori!»10

Avevo preparato decine di citazioni salvo rendermi conto che vi avrei fatto la marmellata di marroni. Andate dunque in pace, fratelli, e se passando davanti a una bancarella di roba usata salta fuori un suo tomo, da leggere magari mentre siete in vacanza, spero che ci pensiate. E se invece ci avevate già pensato, non negatevi più questo piacere.


  1. “I find that the skeleton in my domestic closet is becoming a pretty big one.” Lettera a John Forster del 1856.
  2. “Mr. Bumble nodded, blandly, in acknowledgment of Mrs. Mann’s curtsey; and inquired how the children were. ‘Bless their dear little hearts!’ said Mrs. Mann with emotion, ‘they’re as well as can be, the dears! Of course, except the two that died last week.”
    Charles Dickens, Oliver Twist, tr. Mario Martino. NdR: modificata, perché “curtsey”, mio caro Prof Martino, non significa “cortesia”.
  3. Si fa un gran parlare del rinascimento televisivo, un treno partito all’inizio del ventunesimo secolo e che ora ha raggiunto la velocità del FrecciaRossa. Dickens (ad esempio, qui) viene in questo ambito più volte chiamato in causa, forse per le migliaia di sottotrame arzigogolate.
  4. Ah, i nomi. I nomi in Dickens! Non parliamo di parole che a causa sua sono entrate nei dizionari, come Scrooge, ma di tutto un universo di stelle luminose. Il preferito di D., dopo essere stato seduto a programmare in python accanto a me mentre guardavo tutte e quindici le puntate di Bleak House della BBC, era il signor Guppy. Ma ci sono tantissimi nomi cari al nostro cuore: lo zio Pumblechook, Mr Sloppy, gli Squeers, l’avvocato Tulkinghorn e, appunto, il signor Merdle, cui più volte si fa riferimento come “the name of the age”…
  5. Richardson scriveva libri di fantascienza nel 1700. Come Pamela, in cui la protagonista con lo stesso nome viene perseguitata dal terribile Mr B che attenta alla sua virtù per 600 interminabili pagine, negandosi tutte e quattromila le volte e scampando tranelli astronomici finché il poro stello non si redime e sente l’incongrua esigenza di chiederla in isposa. Fantascienza, appunto.
  6. “The doctor seemed especially troubled by the fact of the robbery having been unexpected, and attempted in the night-time; as if it were the established custom of gentlemen in the housebreaking way to transact business at noon, and to make an appointment, by the twopenny post, a day or two previous.”
    Charles Dickens, Oliver Twist, tr. Mario Martino, con miei aggiustamenti
  7. “The lady was not young and fresh from the hand of Nature, but was young and fresh from the hand of her maid.”
    Charles Dickens, Little Dorrit, tr. Vittoria Rossi Ancona
  8. Secondo Marx, Dickens “issued to the world more political and social truths than have been uttered by all the professional politicians, publicists and moralists put together.”
  9. “We Britons had at that time particularly settled that it was treasonable to doubt our having and our being the best of everything: otherwise, while I was scared by the immensity of London, I think I might have had some faint doubts whether it was not rather ugly, crooked, narrow, and dirty.”
    Charles Dickens, Great Expectations, tr. Maria Felicita Melchiorri
  10. “How dare you? You’re not in a fit state to come here, if you can’t come here without spluttering like a bad pen. What do you mean by it?”
    “A man can’t help his feelings, Mr. Wemmick,” pleaded Mike.
    “His what?” demanded Wemmick, quite savagely. “Say that again!”
    “Now look here my man,” said Mr. Jaggers, advancing a step, and pointing to the door. “Get out of this office. I’ll have no feelings here. Get out.”
    Charles Dickens, Great Expectations, tr. Maria Felicita Melchiorri

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Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

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