Due anni

keraton resort, kuta

È quasi quanto ci è voluto per produrre questo video di meno di 5 minuti che narra la prima parte del nostro viaggio in Indonesia.

I video, seppelliti sulla partizione con Snow Leopard del caro D (che viene avviata unicamente a questo scopo), hanno faticato a venire alla luce, complice il fatto che avevamo ripreso circa una decina di ore – seriamente da sfrascare.

Per la seconda parte ci vediamo a questo punto nel 2016.

Ho scritto profusamente del viaggio qui, quindi non mi dilungo ulteriormente. A rivederlo, mi viene solo in mente di aggiungere i seguenti punti:

  • La videocamera è evidentemente sporca di crema solare, il cui odore mi ricorderà per sempre questo viaggio (aggiungo che a Bali era inverno e che in quella crema ci facevamo il bagno, ma eravamo comunque di un bel Rosso Dior).
  • Prima di viaggiare è opportuno magna’ de meno. E tagliarsi i capelli. Altrimenti questa figura di orsetto pingue ti si appiccica addosso per almeno un altro anno (o finché non produci ulteriori filmati).
  • L’Honda vende il Vario solo in Indonesia.
  • Il mais in spiaggia (che ho mangiato anche io e che mi ha portato – come per ogni viaggio nei paesi emergenti – al pre-ricovero) non è caldo bensì piccantissimo, come tutta la cucina indonesiana.
  • In Indonesia fanno gli involtini primavera in casa la domenica.
  • In spiaggia molti giapponesi assumono comportamenti che denotano una certa – come dire – imperizia. Più volte mi sono ritrovata a domandarmi come facessero certi individui lì presenti a sopravvivere. (Vedete a 3:30.)
  • La scritta “Secret Beach” è uno di quei paradossi che vanificano il proprio obiettivo, e che abbiamo ripreso per ricordarci che Bali è in fondo una grossa filiale della Natives S.p.a.
  • So che l’avevo già detto. Ma l’oceano Indiano fa veramente paura.

 

Scritto da

Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

Commenti (5)

  1. Un viaggio meraviglioso e periglioso.

    Iniziato così:

    Dear Mr. Davide,

    You could bring you knife from Itali to Indonesia as long as you put it in
    you luggage and not in your hand/carry bag but we could not guarantee it.

    FYI, at Soekarno-Hatta airport the hand/carry bag will be check but not the
    luggage.

    I hope this information is helpful.

    Best regards,

    Hanna

    Ps. My own experience I ever bring knife from Europe to Indonesia and with
    no problem.

  2. Bellissimo. Il ricordo più vivido della mia permanenza a Bali – dove ero ospite di un amico italiano, un baby pensionato degli Anni Ottanta che con la modesta pensione di 800 euri al mese viveva e vive da sceicco – è il colore delle risaie al tramonto: un viola che non dimenticherò mai e che mi è spiaciuto non ritrovare in questo bel video.

    • La seconda parte del viaggio era all’interno dell’isola e l’ultima volta che ho sbobinato i video ho dovuto sfrascare un 5-6 ore di clip di risaie 😉

      Purtroppo è mancato il tempo di farlo, finora.

  3. Ripasso nel 2016…

  4. Pingback: Ubud, o, in altre parole: scimmiette | Vladinerie.

Dì la tua