5 buoni motivi per stare lontani da un artista

Da bravi baccalà, prima di raggiungere l’età della ragione molte di noi cadono nella rete dell'”artista”. O piuttosto se la vanno a cercare. Non so se è l’aspetto da chi non bada alle apparenze, la posa finto-malinconica o il fatto – affermato sin dall’istante numero uno – che voi per lui sarete sempre e solo la cosa numero due. Insomma, qualsiasi sia l’esca, vi ritrovate a voler buttare per aria tutta la vostra vita da brava bimbetta per votarvi a questa missione. Cheppoi vi conosco, mascherine: siete tutte della stessa risma, quelle che niente abito vaporoso o bomboniere ma che più di ogni altra cosa bramano il potere. Quelle che non si sono mai ribellate ad alcunché finché non arriva il momento di farlo in grande stile – infatti, anche il padre più anarco-insurrezionalista, sessantottino o radical chic avrà un borghesissimo infarto al primo incontro con il vostro bimbetto mai cresciuto. Quelle che sì sì, non preoccuparti, penso a tutto io.

Come quelle che si eccitano a pensare ai rapinatori di banca o trovano romantico il pianista scapigliato, anche io a 20 anni sono andata a cercarmi il mio calco di Adam Levine tatuato dalla testa ai piedi e mi sono votata al culto. E poiché sono de coccio, ci ho messo anni per scoprire quell’incompatibilità di fondo che a chiunque altro balzava agli occhi al primo istante. Nonostante consideri me stessa persona piuttosto illuminata, ci sono volute numerose conversazioni come le seguenti per accendere qualche scintilla.

Ego

1. “Aveva comprato il mio CD”

(Parlando della tipa con cui vi ha messo le corna).

2. “Ho un progetto per le mani, mi serve un po’ di tempo”

(Traduzione: mi devi campare per 6 mesi, frega niente se fai tre lavori e in estate ti devi laureare. Progetto che poi fallisce dopo 4 per una litigata col cantante. Cheppoi stranamente diventi allergica alla parola “progetto”.)

3. “Certo, ci penso io.

Anzi, no, chiamo uno che mi deve un favore e lo fa lui. Anzi, no, chiamo quello che chiamo sempre quando mi serve un favore, qualcuno tipo tuo fratello, e lo fa lui. Eh ma non può, niente da fare, mi spiace.”

4. “Guarda che brava Gabriella, si occupa lei di tutta la comunicazione del marito e lo accompagna ovunque in tour.”

(Un minuto di silenzio per Gabriella, Carletta e tutte le altre, che nel migliore dei casi si ritengono una specie di first lady, le nostre signore dei cavalli da tiro.)

5. “Certo che voglio conoscere la tua opinione.

Peccato che non ci capisci un emerito cazzo di ___ (musica, arte, scultura…). Che parli a fare, brutta stronza criticona con la scopa su per il culo?”

Scritto da

Sono nata in Bulgaria e sono cresciuta in Italia. Mi occupo di traduzioni e revisioni creative, pignole e attente alla qualità per importanti clienti internazionali. Vivo in Olanda con il caro D. Lavoro con l'inglese, l'italiano, occasionalmente con il bulgaro.

Commento (1)

  1. Memento 😀
    Me lo stampo e metto in camera.

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